Nell'intento dichiarato da MS, il nuovo algoritmo dovrebbe superare i difetti ( veri o presunti) del PR e restituire nelle SERP risultati più attinenti .
Secondo questo nuovo modello, il Rank della pagina ( o del sito ) verrebbe determinato non più sulla base dei link verso essa ma sull'analisi del comportamento dei visitatori durante la navigazione sul sito ed in particolare sul loro tempo di permanenza, dato che rappresenta il fulcro dell'intero algoritmo del BrowseRank.
Al di là dei dettagli tecnici e delle formule, come sempre piuttosto complicate per i molti profani dei "Processi di Markov" (per chi volesse approfondire comunque ecco il documento originale), l'analisi dell'informazione rilasciata da Microsoft ci dice che la corporation sta tentando di correre da sola nella lotta contro lo strapotere di Google nel mercato del Search, abbandonando forse definitivamente la ipotetica fusione con Yahoo.
In quest'ottica l'annuncio potrebbe essere letto come un timido tentativo propagandistico per mettere in luce difetti degli algoritmi di Google e dichiarare di disporre di un prodotto migliore.
Naturalmente il fatto che sia migliore lo dovranno stabilire gli utenti e la sensazione è che ci vorrà ben più di un annuncio per convincerli a scegliere Msn piuttosto che Google...ma tutto è possibile e in qualche misura anche auspicabile..tuttavia le assunzioni alla base dell'algoritmo sono:
- i link che determinano il Pagerank sono suscettibili di manipolazioni
- il modello è valido considerando l'indipendenza degli utenti e delle sessioni
Ora se è vero che i link possono essere aggiunti e tolti per manipolare il PageRank, è altrettanto vero che se prendesse campo il modello Microsoft è fin troppo facile immaginare il proliferare di script più o meno black hat che simulano il comportamento degli utenti con tempi di sessione lunghi per ingannare gli "User Behavior Data".
Che sia o meno uno spot per mantenere viva l'attenzione sul settore search di Microsoft, aparentemente in netto ritardo nei confronti di Google e Yahoo, forse alcuni test sono già stati operati sui server pubblic, che per un certo periodo hanno dato risultati delle SERP piuttosto diversi che nelle settimane precedenti.
In attesa di ulteriori sviluppi, va precisato che è opinione di molti oservatori nel mondo SEO che siano già operativi anche in casa Google criteri che vanno oltre il conosciutissimo ( e poco attendibile) PageRank e il meno conosciuto TrustRank, focalizzati sul comportamento del navigatore. Ciò rappresenta senza dubbio il prossimo futuro del SEM e le strategie SEO dovranno considerare cruciali gli obiettivi di fidelizzazione degli utenti e di fornitura di servizi e contenuti sempre migliori e in linea con le aspettative dei visitatori.
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